Silenzi e quotidianità

Aggiornamento: 21 mar

Scrivo questo post al 15° giorno di #restateacasa, che detto così potrebbe anche dar fastidio a molti ma senza dubbio resterà un emblema di questo periodo.

Scrivo mentre fuori è arrivata la primavera: ignara di quello che noi stiamo vivendo lei sboccia, fiorisce, si riprende spazi che le erano stati tolti.


Le strade sono vuote: dalla finestra di fronte lancio uno sguardo sul nulla, sul silenzio che qui è già parte integrante del mio vivere (come sai abito in un piccolo paese del Cilento) ma che ora è diventato davvero assordante.

Ti dirò, stranamente sono tranquilla, sarò folle o incosciente ma ho continuato a mantenere la calma. Continuo a fare le solite cose: mi alzo all'alba, faccio colazione, sveglio le bimbe e poi, dopo, loro i compiti io divisa tra casa e lavoro.

Questo non significa che non legga o non mi informi su ciò che sta accadendo lì fuori, che non abbia paura per i miei cari, che non vedo da settimane, o che sappia sempre tutti i giorni come passare le ore senza farmi prendere dal panico.

Ma vuol dire che ho deciso di vivere questo momento come un'opportunità per guardarmi dentro, per ascoltare questo silenzio e trovare un nuovo senso all'ordine delle cose.


Ricordi? SENTIRE era una delle mie parole dell'anno. Mai come in questo momento credo sia fondamentale per me, ma per chiunque altro immagino, sentirsi, ascoltarsi.


Sono da sempre una persona che ama i silenzi: quello dell'alba, quando ancora tutti dormono e tu ti senti padrona del mondo; il silenzio della casa vuota e dei soli passi felpati del gatto che mi segue ovunque; il silenzio dell'anima, del bosco, della montagna che mi circonda, della natura incontaminata.


Ho pensato che in questo momento sarebbe bello iniziare a scrivere, magari un bullet journal, di quelli belli belli, con le scritte e i disegni come le immagini e i video che ho raccolto QUI. L'idea mi è venuta seguendo mia figlia Carla in questi giorni: i suoi professori le hanno detto di tenere un diario, una traccia che resterà per sempre quando tutto sarà finito.


Tra le cose che invece ho già fatto, e che mi piacerebbe continuare a fare nella vita, è coltivare. Sono partita da piccoli semi che avevo raccolto lo scorso anno. Mi ha dato un' enorme gioia vederli germogliare e crescere!


Praticamente ho fatto così:

1- ho recuperato una confezione di uova biologiche. Nella vita ho sempre cercato di riciclare, di non buttare via quello che potevo riutilizzare. I cartoni delle uova possono essere utilizzati in tanti modi e uno di questi è la semina.

2- ho estratto i semi dai fiori secchi del basilico, fiori raccolti a fine estate e tenuti in casa in attesa di questo speciale momento. Sono piccoli e neri ma ricchi di vita!

3- ho riempito i cartoni delle uova con del terriccio e poi messo i semi, ho ricoperto tutto con un altro pò di terriccio.




Piccole cose, davvero piccole cose.

Ma che per me sono fondamentali per tenermi in vita in questa quarantena forzata.


Vi terrò aggiornate sulle trasformazioni delle mie piantine e spero di mostrarvi presto le pagine del mio primo bullet journal.


Un abbraccio stretto


Giò





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